MEDIAZIONE INTERCULTURALE
Nel concetto di mediazione interculturale il termine cultura deve essere inteso nella sua accezione più ampia.

Il termine cultura inteso nell'accezione antropologica (abiti culturali, religiosi, tradizioni e vissuti) includendovi la lingua come fattore primario, la quale si evidenzia in linguaggi e in metalinguaggi del corpo e della prossemica.
Il concetto di identità, in particolare di identità culturale, non viene messo in discussione dalla pratica della mediazione: la solidità identitaria deve essere ritenuta un valore e non un intralcio.
Il dialogo fra le diversità, con l'ausilio della mediazione, non dà luogo a forme di relativismo destrutturante o a fragilità identitarie, ma al contrario consente un arricchimento e un confronto teso a sviluppare le capacità di relazione interculturale utili nel quadro della cittadinanza mondiale.
LA FIGURA DEL MEDIATORE
Il mediatore interculturale viene utilizzato nei diversi contesti amministrativo, ospedaliero, scolastico, carcerario, familiare con compiti di facilitazione e governance per diversi obbiettivi.
OBBIETTIVI
1.
Favorire le pari opportunità nel godimento dei diritti e nell'accesso ai servizi pubblici.
2.
Valorizzazione le differenze e le similitudini.
3.
Favorire la comunicazione fra autoctoni e immigrati sia di carattere interpersonale che massiva.
4.
Contrastare fenomeni di razzismo e xenofobia.
5.
Favorire processi di integrazione degli immigrati
6.
Contribuire a migliorare la comprensione.
7.
Mediare tra la cultura d'origine e quella della società di accoglienza o fra le diverse culture dei migranti.